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	<title>VivoFerrara -  il blog collettivo della società civile ferrarese &#187; Cultura</title>
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	<description>il blog collettivo della società civile ferrarese</description>
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		<title>Biblioteca di Porotto: l’autore con te(a): incontro con Dario Gigli</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VivoFerrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà lo scrittore Dario Gigli il protagonista dell’incontro in programma giovedì 25 febbraio alle 16,30 alla biblioteca Aldo Luppi di Porotto (via Arginone 320). L’autore converserà con Francesco Piombini per un nuovo appuntamento, a ingresso libero, del ciclo ‘L’autore con te(a)’, rassegna itinerante, tra le biblioteche comunali decentrate, organizzata dall’associazione culturale Colonne d’Ercole, dal sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà lo scrittore Dario Gigli il protagonista dell’incontro in programma giovedì 25 febbraio alle 16,30 alla biblioteca Aldo Luppi di Porotto (via Arginone 320). L’autore converserà con Francesco Piombini per un nuovo appuntamento, a ingresso libero, del ciclo ‘L’autore con te(a)’, rassegna itinerante, tra le biblioteche comunali decentrate, organizzata dall’associazione culturale Colonne d’Ercole, dal sito web Spigoli&#038;Culture &#8211; spigol@ture e dal Servizio comunale Biblioteche e Archivio storico, con il patrocinio delle Circoscrizioni 2, 3 e 4.</p>
<p>LA SCHEDA<br />
Dario Gigli è nato a Taranto nel 1983 e nel 2006 si è laureato in Lettere moderne a indirizzo storico-geografico all’Università degli studi di Ferrara, con una tesi in storia greca antica.<br />
Nel 2004 ha fatto il suo esordio letterario con il romanzo storico “Taras” (Este Edition), ambientato a Taranto durante la guerra tra la città magno-greca e Roma. Mentre del 2006 è il suo secondo romanzo, “L’eco del mare” (Este Edition), ambientato sempre a Taranto, con incursioni nelle campagne ferraresi, durante la seconda guerra mondiale.<br />
Da anni collabora con la rivista “Leggere Donna” e con la “Tufani Editrice” dirette da Luciana Tufani. </p>
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		<title>Palazzo dei Diamanti. DA Braque a Kandinsky a Chagall Aimè Maeght e dei suoi artisti.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VivoFerrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Compagno di strada di Bonnard, Matisse, Léger, Braque, Chagall, Duchamp, Miró, Calder e Giacometti, Aimé Maeght fu un gallerista ed un editore di genio, che lasciò un segno nella storia dell&#8217;arte del secondo Novecento. Nel 1945, fondò a Parigi una delle gallerie più creative e autorevoli del secolo, che fu il punto di riferimento dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Compagno di strada di Bonnard, Matisse, Léger, Braque, Chagall, Duchamp, Miró, Calder e Giacometti, Aimé Maeght fu un gallerista ed un editore di genio, che lasciò un segno nella storia dell&#8217;arte del secondo Novecento. Nel 1945, fondò a Parigi una delle gallerie più creative e autorevoli del secolo, che fu il punto di riferimento dei maestri dell&#8217;arte moderna e al contempo uno spazio espositivo aperto alle ricerche del dopoguerra. Un ventennio dopo inaugurò la Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, la prima fondazione francese dedicata all&#8217;arte contemporanea, che divenne un crocevia internazionale del mondo artistico, letterario, musicale e intellettuale.</p>
<p>Ferrara Arte racconta questa storia avvincente con una mostra che ripercorre un ventennio dell&#8217;attività di Aimé Maeght e dei suoi artisti. Un centinaio di opere &#8211; soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, disegni, incisioni, fotografie storiche e volumi illustrati delle Edizioni Maeght &#8211; permettono di ricostruire un capitolo cruciale e affascinante della vita artistica del secondo dopoguerra.</p>
<div>Palazzo dei Diamanti<br />
C.so Ercole I d&#8217;Este, 21</div>
<div>Orario:<br />
Tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso: 9.00-19.00</div>
<div></div>
<div><strong>Ingresso:</strong> euro 10,00; ridotto euro 8,00; scuole euro 4,00</div>
<div>Dal 28 febbraio al 2 giugno 2010</div>
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		<title>Tracce, mostra personale di Fiorella Vandi a Ferrara</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 11:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VivoFerrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra è allestita nel meraviglioso Chiostro cinquecentesco di San Paolo, Piaz.tta Schiatti &#8211; Ferrara, e si protrarrà fino al 17 Giugno 2008. L’allestimento e la presentazione sono a cura della Dott.ssa Francesca Mariotti, direttore artistico della Galleria dell’Uva di Ferrara. Fiorella Vandi è nata a Rimini, dove tuttora vive e lavora ( Studio in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra è allestita nel meraviglioso Chiostro cinquecentesco di San Paolo, Piaz.tta Schiatti &#8211; Ferrara, e si protrarrà fino al 17 Giugno 2008.</p>
<p>L’allestimento e la presentazione sono a cura della Dott.ssa Francesca Mariotti, direttore artistico della Galleria dell’Uva di Ferrara.</p>
<p>Fiorella Vandi è nata a Rimini, dove tuttora vive e lavora ( Studio in Via Magellano 34, tel. 0541 770713). Si è diplomata all’Istituto Magistrale di Rimini frequentando successivamente l’Università di Urbino. L’incontro con il Maestro Smko Tafek le ha reso possibile lo studio del colore e del disegno; ha così intrapreso la coinvolgente strada dell’arte. Dal 1995 ha iniziato ad esporre in mostre personali e collettive in Italia ed all’estero, ottenendo successi di pubblico e di critica.</p>
<p>“Nei meandri della vita, lasciando TRACCE…”<br />
Artista di grande emozione visiva, ha percorso una ricerca stilistica di profonda meditazione. Nel tempo, dagli anni ’90 al 2006, le sue piccole nature morte si sono trasformate in ampi paesaggi aperti su mari e montagne, su fiumi e boschi, in cui colore e movimento erano le componenti essenziali. Un’inquietudine ed una spinta alla ricerca di qualcosa che le fosse congeniale per esprimere la sua anima travagliata da preoccupazioni e sentimenti forti e crescenti. Poi una pausa riflessiva la coglie, dapprima con l’abbandono del colore, e nascono i primi mari, burrascosi e movimentati, ma in bianco e nero, per poi giungere a questa sua ultima produzione fatta di “Tracce”, ferite e solchi, che si rispecchiano in paesaggi-vedute essenziali e panoramici. Tornano i colori in tali opere, ma le figure si perdono in astrazioni materiche, dove è il segno e la corposità del colore a esaltare la sua arte. E così, a me, emiliana abitante del Delta del Po, sembra di ritrovare in esse la stessa bellezza delle valli, magari alle Foci di Busa Dritta, dove dal Faro di Punta Maista, tanto amato da Eugenio Montale, si vede il Grande Fiume finire in mare. Dove le acque salate dell’Adriatico e quelle dolci si incontrano, tra sedimenti e lingue di sabbia, isolette e canneti, formando inestricabili canali. E questi canali, alcuni sonnolenti altri violenti, con le acque cangianti di colore, dai verdi ai grigi ai blu, per le diverse profondità e mescolanze con il terreno, danno vita a suggestivi spettacoli e intrighi di forme e colore. Ebbene, il gesto pittorico che Fiorella Vandi mette nelle tele ha la stessa forza del mare e del fiume, che, l’uno contro l’altro, si contendono strisce di terra, barene bonelli e scanni, ferendo e solcando il paesaggio lacustre. Una lacerante lotta che si mostra in un immenso crogiuolo dove tutte le emozioni si fondono, si compongono e si scompongono all’infinito. Vengono così a crearsi visioni reali e immaginarie, effetti ottici, miraggi, abbagli e suggestioni dove Fiorella Vandi trasfonde il suo vissuto e la sua anima. E, quasi senza rendersene conto, nascono opere come “Tracce di me”, in cui istintivamente ritrova se stessa, le tappe della sua vita, i dolori e le gioie; oppure, “Traccia 17” (da me detto “Il ruggito del leone”), in cui un felino sembra uscito da un vorticoso fiume blu con un balzo in avanti. E anche “L’albero in fiamme” o “Traccia 22”, in cui diramazioni in rosso lasciano solchi, lingue di fuoco, lava che scende “nei meandri della vita”, paesaggio dell’anima e metafora di passione e sofferenza.<br />
Persona solare e serena Fiorella Vandi, romagnola, anzi riminese come Fellini e Tonino Guerra, aperta e cordiale, forse per questo attenta e sensibile all’altrui animo ed alle emozioni interne ed esterne a se stessa, ci mostra la vita, attraverso la materia, lo spazio, il ricordo e l’istinto: una visione panoramica della sua complessità e, nello stesso tempo, della sua essenzialità. Contrasti e confluenze tra terra e mare, tra gioia e sofferenza, tra persona e persona, tra conscio e inconscio, vengono ridotti a graffiti rapidi su impasti di colore, grassi e increspati, percorrendo sentieri, “ghebbi”, e seguendo una di quelle infinite TRACCE che l’artista così magistralmente ci illustra. Tecnicamente parlando, Fiorella si è addentrata nel mondo della matericità, del colore usato “spesso”, tridimensionale, solcando sulle tele “magma tellurico” e “rivoli acquei o di fuoco”, dopo aver sentito la “necessità di una pausa immaginifica”, come dice G. Dorfles, che l’ha tenuta lontana dai pennelli per un anno o più. Fiorella ha così ripreso ad esprimere ed è riuscita ad affermare nuovamente una sua autonomia mentale, la propria individualità, ristabilendo tra sé e gli altri una “distanza” senza la quale rischiava di perdersi, uccidendo la creatività estetica del suo stilema. Ogni artista, in quanto innovatore ed “Inventore” di qualcosa di nuovo, creatore, necessita di riflessione periodica, di pause, intervalli, “vuoti” da cui far scaturire, come nella storia dell’Arte, rinnovate creazioni. Fiorella Vandi, tra necessità e serietà professionale, non trovandosi più nelle tele figurative di un tempo, pur non rinnegandole, ha atteso il momento giusto e la giusta modalità espressiva per ciò che le fermentava in animo. Svolta creativa, maggiormente attenta alle similitudini e le metafore della vita, in nome di una rinnovata e tumultuosa “inventio”, che da sempre ha caratterizzato le sue opere. Fiorella prosegue il suo iter artistico tra movimento e colore, ed ora tra materia e astrazione. A ben guardare tra le opere passate, come “Strappo”, “Vita Passata”, “Ed è subito sera”, “Bosco autunnale” o la fantastica “Onda di ghiaccio”, e quelle attuali il filo conduttore è evidente. Il gesto ha solo preso corpo e si è reso libero. Fiorella ha così ripreso a dipingere ed a “vivere la sua pittura”!! I suoi nuovi segni, impressi su impasti di colore, sembrano andare verso un’astrazione, forse ancora ingannevole, infatti ancora legata ad una visione paesaggistica, semplicemente cosmica. Una visione più consapevole e più allargata di tutte le esperienze e le casualità della vita. Una crescita stilistica e una consapevolezza personale maggiore della nostra carissima artista. Fiorella ha spiccato un volo sull’umanità e ce ne sta donando la sua visione più sincera e immediata. (Francesca Mariotti)</p>
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