Ferrara rappresenta una delle più ricche e festose città del Rinascimento, guidata da una importante famiglia italiana, gli Este. Nobile e prestigiosa famiglia, amanti dell’arte e della cultura, costruttori e strateghi dei matrimoni vantaggiosi, ma al contempo attenti alle tasse, che spesso creavano malumore da parte dei ferrarsi.
Dunque, furono dei grandi mecenati, e la loro corte era frequentata dal Pisanello, Dosso Dossi, da cavalieri e poeti, Baiardo, Torquato Tasso e dall’Ariosto, assolutisti, ma al contempo polpolati, ne sono un esempio Azzo d’Este, Alfonso I, che girava nudo per la città, e Isabella. Una corte attraversata da intrighi e complotti, dove l’adulterio e le condanne a morte all’interno di essa non mancavano.
Il Castello Estense di Ferrara fu fondato nel 1385 per volere del marchese Nicolò III, lo zoppo, amico di Petrarca e guidato da uno spirito illuministico. Alla posa della prima pietra fu preposto Alberto, fratello del marchese e futuro fondatore dell’Università di Ferrara, il quale mise un ducato d’oro alla base della torre “Marchesana” ovvero dell’Orologio, un altro ducato lo donò invece al capomastro. Uno dei principali motivi che spinsero gli Este alla costruzione del Castello fu la rivolta popolare contro le tasse nella quale venne linciato il ministro delle finanze Tommaso da Tortona.
Il capomastro Bartolino da Novara ebbe l’incarico di consolidare le mura e le torri, Girolamo da Carpi alzò quest’ultime di un piano in seguito all’incendio del 1554. Il castello è circondato da 4 torri angolari che disegnano un recinto quadrato composto da un cortile interno, e sulla massa del castello, si articolano rivellini e altre sporgenze in mutatura. La Torre dei Leoni è la più massiccia e dà sul dorso omonimo; la Torre di Santa Caterina, a nord, guarda verso il convento omonimo; le torri di San Paolo e dell’Orologio, verso sud in direzione della Chiesa del dedicata al Santo.
Nelle prigioni del castello venivano incarcerati solo i prigionieri più importanti, mentre il popolo era “ospitato” in quelle del podestà. In particolare, fu la Torre dei Leoni ad ospitare alcune personalità della famiglia, accusati di congiura, addirittura i fratelli di Alfonso I venne imprigionati per oltre 40 anni nella Torre. Un’interessante curiosità da notare sono le scritte sui muri delle prigioni, risalenti ai patrioti del Risorgimento durante la dominazione papale.
Tuttavia solo nel 1477 con Ercole I d’Este il Castello diventa un’abitazione vera e propria, subendo diverse modifiche e aggiustamenti, in città venne realizzata l’Addizione Erculea, un insieme di stra e palazzi rinascimenti nel centro medioevale.
Venne un periodo di pace contraddistinto da alleanze con i Gonzaga, i duchi di Milano e i Borgia sotto la guida di Ercole I e Alfonso I, quest’ultimo sposerà la celebre Lucrezia Borgia, donna bella e sensuale, e sulla quale si sono dette di tutti i colori, accusandola di essere una avvelenatrice. La storiografia moderna ha poi sfatato il mito, ricostruendo il quadro del peonaggio, vittima degli intrighi del padre e dell’ambizione del fratello.
Un celebre ospite della corte degli Este fu certamente Michelangelo, corteggiatissimo da Alfonso I, ma anche Enrico III di Francia, il sovrano soggiornò nella stanza dei giochi.
Alla fine del XVI secolo iniziarono a manifestarsi i primi segni di decadenza, una leggenda narrava che la beata Beatrice d’Este, morta nella seconda metà del ‘200, avesse l’abitudine di preannunciare le sventure ferraresi battendo 3 colpi dentro il sepolcro.
Nella notte del 16 novembre del 1570 una violenta scossa di terremoto provocò seri danni alla struttura e alla città seguita da oltre 2mila scosse in 2 anni. Con la conquista dei territorio da parte dello Stato delle Chiese si conclude la storia degli Este, che si protrasse fino al 1859, con l’annessione nel Regno d’Italia. Garibaldi soggiornò nel castello la notte dell’8 settembre.
ORARIO DI APERTURA: 9.30 – 16.45
PERIODO DI CHIUSURA: (da giugno a febbraio):
LUNEDI’ (non festivi); 1 Gennaio; 25 Dicembre
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