13 maggio 2011

Ad un mese dai referendum, un intervento di Dino Montanari, direttore di IBO Italia

Ferrara 13/05/2011. Spesso abbiamo sentito lo slogan: "L'acqua è vita!". Forse, mai come oggi, l'acqua è in "pericolo di vita!" A giorni ci troveremo a confrontarci con un duplice referendum che in sordina potrebbe minare questo privilegio.

Ferrara 13/05/2011. Spesso abbiamo sentito lo slogan: “L’acqua è vita!”. Forse, mai come oggi, l’acqua è in “pericolo di vita!” A giorni ci troveremo a confrontarci con un duplice referendum che in sordina potrebbe minare questo privilegio.

Purtroppo negli ultimi tempi i referendum non sono più un confronto fra chi è a favore e chi è contrario, come forse più correttamente dovrebbe essere, ma tra chi va a votare e chi resta a casa. Per questo la parola d’ordine è: silenzio! Nessuno ne deve parlare!

Per fortuna però ci sono ancora tante donne e tanti uomini che non ci stanno e che si stanno dando da fare per invirtarci a riflettere e a fare il nostro dovere. Molti comitati sono sorti spontaneamente per colmare un vuoto politico che non ha saputo far propria (veramente) questa battaglia.

Ma è una lotta impari, proprio per il meccanismo perverso del quorum che obbliga questi eroi a portarsi sulle spalle i cadaveri dei menefreghisti. Sì, questo è il grande problema. E’ rispettabile colui che decide di votare NO o al limite, di restare a casa consapevolmente.
Non altrettanto si può dire di coloro che non sono toccati dal problema, che appunto, se ne fregano!

Cosa pensano questi ultimi quando aprono un rubinetto e possono bere, quando stanchi e sudati possono farsi una doccia, quando cucinano, quando lavano i propri vestiti? Sapere che per tutto questo un giorno dovremo chiedere la chiave a qualcuno… beh… credo ci debba far riflettere.

In tutto il mondo sono pochi i privilegiati come noi che hanno l’acqua in casa, pulita, potabile. La maggioranza delle persone nel mondo lotta ogni giorno per procurarsi l’acqua. Fa ore di cammino per portarne a casa pochi litri, magari sporca, mentre noi con un click di sciaquone utilizziamo quello che servirebbe quotidianamente per una intera famiglia africana. Spesso non sappiamo apprezzare ciò che abbiamo. Non capiamo il valore di tante conquiste e tanto lavoro fatto da chi ci ha preceduto.

Attenzione perchè questo potrebbe essere l’inizio! Toccherebbe poi definitivamente alla scuola, alla sanità, che già sono sulla buona strada.
Bernardo di Chartres (filosofo francese del XII secolo) diceva che gli uomini del suo tempo erano “nani che stavano sulle spalle dei giganti”. I giganti erano i grandi del passato che permettevano ai nani di vedere lontano grazie al patrimonio culturale che aveano prodotto.
Stiamo rischiando di essere ricordati un giorno, come la generazione dei “cadaveri sulle spalle dei nani”

Usiamo la testa! Il 12 e 13 giugno portiamo qualche cadavere con noi al seggio

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