3 settembre 2010

La presidente della Provincia in solidarieta’ alla donna iraniana Sakineh Mohammad Ashtiani

“Anch’io, come tanti altri in questi giorni, considero un dovere esprimere vicinanza e sostegno a Sakineh Mohammadi Ashtiani, e condannare pubblicamente la sentenza che la condanna alla lapidazione per ...

“Anch’io, come tanti altri in questi giorni, considero un dovere esprimere vicinanza e sostegno a Sakineh Mohammadi Ashtiani, e condannare pubblicamente la sentenza che la condanna alla lapidazione per adulterio e omicidio.
In questa condanna non c’è solo il rifiuto della pena di morte, in qualunque forma sia perpetrata e in qualunque parte del mondo venga eseguita.
Il caso di questa donna iraniana ci ricorda in modo drammatico quanto sia ancora forte la volontà degli uomini di dominare le donne, controllare la loro vita, limitare la loro libertà. Dalle mutilazioni genitali, ai matrimoni infantili imposti, fino alla persecuzione e alla morte – e passando per i tanti stupri, le tante violenze, i tanti omicidi di cui sono vittime anche in Occidente – le donne continuano a subire offese insanabili ai loro diritti di esseri umani. E troppo spesso ce ne dimentichiamo.
Eppure, ha senz’altro ragione chi sostiene che è proprio sul corpo delle donne che si sta disputando la guerra più drammatica di questi tempi, che è sulla libertà delle donne che si può valutare la condizione reale di una democrazia e il benessere sociale di una comunità.
L’Iran sta offrendo al resto del mondo molte ragioni per una battaglia culturale e politica in difesa delle libertà delle donne, e non solo. Basti pensare al divieto per il regista Jafar Panahi di uscire dall’Iran per partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia.Ma ricordiamoci di Neda Agha-Soltan, uccisa l’anno scorso mentre manifestava a Teheran contro il governo, di Shiva Nazar Ahari, fondatrice nel suo paese di una commissione per la difesa dei diritti umani e attualmente in carcere con l’accusa di aver compromesso la sicurezza nazionale, che Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003, non rientra nel suo paese dall’ultima rielezione di Ahmadinejad perché se lo facesse sarebbe certamente arrestata. E pensiamo alla tante iraniane delle quali non conosciamo il nome.
Il mio contributo alla battaglia per la salvezza di Sakineh è certamente personale, ma vuole rappresentare anche la manifestazione di un impegno politico e istituzionale per la difesa della libertà delle donne e per la tutela dei diritti umani, contro ogni integralismo e ogni forma di violenza, a cui richiamare tutta la società civile ferrarese”.

Marcella Zappaterra
Presidente della Provincia di Ferrara

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