13 agosto 2010

Museo Archeologico Nazionale: Ferragosto con Ludovico il Moro

Ferragosto da non perdere al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara Dopo l'apertura prolungata dalle 9 alle 19.30 il museo riapre dalle 21 a mezzanotte con un menù tutto da gustare. Alle 11 ...
Ferragosto da non perdere al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Dopo l’apertura prolungata dalle 9 alle 19.30 il museo riapre dalle 21 a mezzanotte con un menù tutto da gustare.
Alle 11 e alle 19, visite guidate “a tema e a scelta” a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese.
Alle 21, “Cantar versi d’amore e melodie del cielo”, concerto di Ferragosto con Silvia Rambaldi e Tadashi Miroku: la famosa clavicembalista e il controtenore giapponese si esibiranno in un ampio repertorio musicale che spazia da Frescobaldi a Handel, da Monteverdi a Pasquini.
Al termine del concerto, ulteriore visita guidata alle prestigiose sale e al giardino storico del museo, con rinfrescante spuntino finale a base di anguria.
Ingresso al museo, visite guidate e concerto sono gratuiti; le iniziative sono realizzate in collaborazione con l’Associazione Culturale Bal’danza e il Gruppo Archeologico Ferrarese

Il Museo è situato nel cinquecentesco palazzo tradizionalmente attribuito al Duca di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, ma in realtà di proprietà di Antonio Costabili, segretario di Ludovico e personalità di spicco della corte del Duca Ercole I d’Este.
Il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti al mondo per la ceramica attica a figure rosse. Conserva ed espone le testimonianze archeologiche ritrovate nella provincia di Ferrara, prime tra tutte quelle provenienti dagli scavi del fiorente porto commerciale etrusco di Spina che, tra il VI e il III sec. a.C., rappresentò uno dei centri focali della regione.
Nelle sale del Museo sono esposti alcuni dei corredi ritrovati nelle oltre 4mila tombe della necropoli della città (necropoli di valle Trebba e di Valle Pega), reperti talora veramente impressionanti per bellezza e ricchezza che accompagnavano il defunto nel viaggio verso l’oltretomba. Tra tali oggetti e manufatti, l’elemento più rilevante è costituito dall’imponente raccolta di vasi attici a figure rosse di V sec. a.C. e in generale dalla ceramica attica figurata che, nelle ripetute associazioni funzionali che ruotano attorno al cratere, evoca principalmente (e soprattutto nelle sepolture di rango) i rituali del convito e del simposio.
Nel 2007 sono state aperte al pubblico otto nuove sale che hanno raddoppiato la superficie espositiva; si sono anche conclusi i restauri dell’Aula Costabiliana, o “Sala del Tesoro”, magistralmente affrescata in stile mantegnesco da Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, tra il 1503 e il 1506.
Recentissime le inaugurazioni del nuovo spazio espositivo dedicato alle due piroghe, imbarcazioni monossili, presumibilmente di età tardo romana (III-IV secolo d.C.), rinvenute nel 1940 in Valle Isola, nel territorio ferrarese, della Sala degli Ori, straordinaria collezione di gioielli d’oro, argento, ambra e pasta vitrea di manifattura greca ed etrusca di V e IV sec. a.C. rinvenuti nelle tombe di Spina esposta in un raffinato allestimento realizzato con la collaborazione di Bulgari, e del restaurato giardino neorinascimentale, unico esempio compiuto di giardino formale storico sopravvissuto a Ferrara

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